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venerdì 17 febbraio 2012

L'albero del bene e del male

Oggi sono davvero soddisfatta, questa mattina ho fatto una cosa che mi proponevo di fare da anni: ho spedito la raccomandata per richiedere lo sbattezzo alla parrocchia dove, quando avevo pochi mesi, ho subito inerme il rituale che ha sancito la mia successiva iscrizione nei registri della Chiesa Cattolica.
Sono venuta a conoscenza della possibilità di questa pratica molti anni fa tramite un volantino di un gruppo di anarchici e ne sono rimasta subito folgorata ma poi, chissà perchè ho lasciato passare tutto questo tempo prima di agire. L'altro ieri, indirettamente grazie ad un amico, ho avuto una sorta di epifania e ho deciso che sarei passata all'azione appena possibile.
L'UAAR mette a disposizione sul proprio sito web dei moduli prestampati e varie indicazioni utili, è davvero una cosa semplicissima da intraprendere.

http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

Se si è fortunati, si riceve presto la notifica dell'avvenuta cancellazione dai registri da parte del prete altrimenti incomincia un tira e molla (un po' come quando si cerca di cambiare gestore telefonico) che ha comunque una conclusione, fortunatamente, già scritta o dovrei dire cancellata  :)

Simbolicamente trovo che questo sia un gesto carico di grande significato, almeno per me. Sono stata costretta a entrare fra le braccia di madre chiesa senza venire interpellata e ci sono stata tenuta forzatamente per tanti, troppi, anni. Affermare la mia volontà di non farne più parte è per me un importante momento di autodeterminazione. Sul piano pratico mi si potrà obiettare che, essendo ancora pochissime le persone che prendono questa decisione, si tratta soltanto di una goccia nel mare ma, citando una mente brillante e profonda, io preferisco vederelo piuttosto come un piccolo granello di sabbia che si aggiunge a tutti quelli che fanno stridere e disturbano gli ingranaggi del sistema.

Ora, contro il grande inganno delle religioni e l'oppressione delle chiese penso che sia già stato detto tutto ma, vorrei aggiungere la mia dal mio relativissimo punto di vista.

Come dicevo, ero molto piccola quando la chiesa e gli ecclesiastici sono entrati nella mia vita; a neanche 3 anni i miei genitori mi hanno iscritta ad una scuola materna privata gestita dalle suore dell'ordine delle Adoratrici del Sacro Sangue di Cristo (soltanto il nome fa venire i brividi, no?).
Non ho mai compreso fino in fondo il motivo di questa scelta dal momento che la mia famiglia non era composta esattamente da dei praticanti; prestigio della scuola privata? Senso di maggior protezione rispetto a quella pubblica? Chi lo sa, fatto sta che fra quello (asilo, elementari e medie) e un'altro istituto (parte delle superiori) sono rimasta dalle suore quasi ininterrottamente fino ai 16 anni compuiti .

Potrei raccontare svariati episodi in grado di far capire quanto la mia esperienza con l'istruzione religiosa sia stata negativa ma, preferisco rimanere sul generale.
Il senso di oppressione in entrambe le scuole era soffocante e onnipresente, si respirava insieme all'aria. Tutt'ora posso evocare l'odore di quei corridoi, di quelle aule e refettori e per me quello è e sarà sempre l'odore del peccato e della repressione degli impulsi vitali. Non riesco a immaginare un ambiente meno indicato allo sviluppo di bambini e ragazzi neanche sforzandomi. Eppure ancora molti bambini al mondo d'oggi, troppi, subicscono la mia stessa "educazione", venendo iscritti in scuole religiose e/o venendo spinti a frequentare la parrocchia, il catechismo etc...Mi riferisco a tutte le famiglie che "decidono" di delegare parte dell'educazione dei propri figli a persone che non soltanto sono molto spesso del tutto incompetenti dal punto di vista pedagogico ma, che impongono un tipo di insegnamento ideologico e illiberale alle giovani menti. Tralascio i casi di coloro che sono realmente convinti della superiorità di questa scelta in quanto non c'è niente da fare per loro se non  augurarsi  che i loro poveri figli trovino un modo per liberarsi dal giogo della religione imposta in modo completo e non traumatico. Voglio riferirmi invece a chi, pur non credendo nei dogmi religiosi e non vivendo cristianamente, continua ad essere complice del sistema Chiesa Cattolica rendendone possibile l'esistenza al mondo d'oggi, come anche ad esempio tutte le persone che si sposano in chiesa "così perchè va fatto", oppure "perchè il matrimonio civile non è una bella cerimonia".

Trovo che questi siano comportamenti di una gravità estrema a torto sottovalutati, chi decide di giocare il gioco della Chiesa, anche se solo per tradizione, si rende complice di tutte le aberrazioni che questa ha compiuto e che compie nel nome dei suoi assurdi ideali. Tutto in nome di una borghese e rassicurante normalità. Sarebbe ora invece che passasse chiaro e limpido il messaggio che non c'è niente di normale nel finanziare e mantenere in vita un'istituzione che si è macchiata e continua a macchiarsi di atrocità fra le peggiori e che è giunta l'ora di boicottare e ridurre sul lastrico (quindi incapace di fare altri danni) questa odiosa e millenaria associazione a delinquere. Il sentimento religioso è qualcosa che indubbiamente va rispettato come ogni altro moto dell'animo umano ma, qui stiamo parlando d'altro.

Da inguaribile idealista sogno un mondo in cui le persone non vivano più nel timore di offendere  qualcosa e qualcuno che non meritano altro se non di perdere ogni privilegio ingiustamente ottenuto grazie a violenza e sopraffazione. Un mondo in cui nessuno sia giustificato nelle proprie aberrazioni dalla motivazione religiosa (che anzi, dovrebbe costituire un'aggravante in quanto fonte di condizionamento verso le menti più fragili), dove la normalità sia crescere e vivere liberi, autodeterminarsi e dove la morale sia qualcosa che nasce dal cuore e si sviluppa attraverso esempi virtuosi da imitare e errori da compiere sotto la propria responsabilità e non sotto lo sguardo di un dio giudicante che delega il proprio pesante giudizio ad una casta di parassiti della società. Forse sogno un mondo senza chiese, sicuramente non sono la prima persona a farlo e non sarò neanche l'ultima.

In mezzo alle mille parole versate su tutto ciò fra le più belle e toccanti ci sono a mio avviso quelle di Fabrizio De Andrè con la sua canzone "Un Blasfemo" grazie Faber:


venerdì 10 febbraio 2012

Torta fondente al cioccolato e cardamomo

Pasticceria vegan 1 - luoghi comuni 0

Da quando sono vegan non ho più mangiato una vera torta fondente, troppo pavida per tentare mi sono lasciata scoraggiare per lungo tempo dal condizionamento dell'opinione generale onnivora che "senza uova non viene" ma, dal momento che la fortuna arride agli audaci, mi sono infine decisa a sperimentare e il risultato è stato sorprendente.

Questo dolce è davvero di effetto nonostante sia facilissimo da preparare. Basta solo avere la pazienza certosina di tritare il cardamomo.Va gustato caldo così che il profumo speziato e la scioglievolezza del cioccolato siano in grado di far toccare vette di lussuria altissime ai fortunati commensali.
Ecco la ricetta, queste dosi sono per una piccola teglia (18 cm di diametro), ma volendo si possono fare delle tortine monoporzione.




INGREDIENTI:

- 200gr di farina 00
- 2 cucchiai abbondanti di fecola di patate
- 1/2 bustina di lievito chimico o, meglio ancora, di cremor tartaro
- 1 pizzico di sale
- 5 cucchiai abbondanti di cacao amaro
- 60gr di zucchero grezzo di canna
- 80gr di cioccolato fondente spezzetato
- 30 capsule di cardamomo
- 7 cucchiai di olio di semi (io di solito per i dolci uso quello di girasole)
- 200ml di latte di riso
- 1 cucchiaio abbondante di malto



Preriscaldare il forno a 180°. Pestare nel mortaio o tritare finemente il contenuto delle capsule di cardamomo. In una capiente ciotola unire tutti gli ingredienti secchi e in un'altra quelli liquidi avendo cura di far sciogliere bene il malto. Unire il tutto, mescolare bene e trasferire nella teglia unta di olio livellando la superficie con le mani bagnate. Infornare per 20/25 minuti (io ci ho messo di più, ma il mio forno non è proprio il massimo, purtroppo), è importante lasciare che il dolce rimanga non del tutto cotto all'interno, mentre fuori deve formarsi una crosticina. Mmmmmmmmmmmh!






domenica 5 febbraio 2012

C'è sempre più neve quassù

Dopo l'incredibile nevicata di ieri è spuntato un timido sole, per poco...




Minidimi in cassetta








Questi piccoli panini li dedico alla mia dolce Dimi, con la quale anni fa ho inizato a sperimentare con le mani in pasta...Ne è passato di tempo da quando impastavamo a casaccio e dividevamo gioie e dolori della panificazione da autodidatte!
So che mi segui mia cara, questi panini li ho fatti pensando a te :*






Ho da poco scoperto il pane negli stampi e mi sta dando molte soffisfazioni, siccome non si affloscia e rimane più alto mi sembra che gli alveoli interni siano perfetti e, nonostante solitamente io non sia un'amante della mollica, in questo caso devo dire che i risultati sono ottimi anche per quanto riguarda l'interno.
Purtroppo, in questo periodo non riesco a mantenere la pasta madre e li ho fatti con il lievito di birra...Fra i miei buoni propositi di quest'anno devo aggiungere un panetto di lievito madre da curare! Per questo motivo, non si tratta di pane al 100% integrale perchè farlo in casa e per giunta con il lievito è davvero impossibile, a meno che il risultato desiderato non sia un pane tipo ciabatta.

Se, come me, avete scelto di non mantenere dentro casa la temperatura che molti tengono durante l'inverno (noi raggiungiamo 15° al massimo, con fuochi o forni accesi) armatevi di pazienza perchè sia la fase dell'impasto che quella della lievitazione richiederanno un po' di tempo. Questi panini sono croccanti fuori e morbidi dentro, se preferite che vengano più morbidi anche esternamente basterà ridurre leggermente temperatura e durata della cottura. Eccovi la ricetta:


INGREDIENTI:

- 100gr di farina Manitoba
- 100gr di farina di frumento integrale
- 150gr fra farina integrale di avena e di farro
- 3/4 di cubetto di lievito di birra (in estate va bene anche mezzo cubetto)
- 200ml di acqua
- 1 cucchiaino di malto
- olio EVO
- sale



In una capiente ciotola, sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, aggiungere il malto e lasciare riposare per 10 minuti al caldo, magari vicino al termosifone. Unire tutte le farine, un pizzico di sale, e iniziare a impastare. Trasferire su un piano di legno e impastare per almeno 20 minuti (a me con questo freddo ci è voluta mezz'ora), fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Coprire la palla e lasciar lievitare vicino a una fonte di calore per 3 o 4 ore (io l'ho lasciata 5) ruotando il recipiente di tanto in tanto in modo che si scaldi su tutti i lati. Dividere l'impasto in 6 palline da 100g ciascuna
(è comodo, la palla pesa esattamente 600gr) e lavorarle in modo che siano lisce e rotonde, ungerle con abbondante olio EVO, metterle negli stampini da forno e lasciarle a lievitare al caldo per altre 2 ore (3 per me).


I minidimi dopo la seconda lievitazione, pronti per essere infornati.


Periscaldare il forno a 220° e infornare per 10 minuti. Abbassare la temperatura a 180° e cuocere per altri 15 minuti.



sabato 4 febbraio 2012

Umani e pennuti sotto la neve.

Dopo una tregua di alcune ore ha ricominciato a nevicare, viene giu fittissima e i fiocchi sono davvero grandi. Una nevicata così, a questa altitudine, non credo di averla mai vista (nel famigerato inverno dell '85 ero piccolina e l'unico ricordo che ho è l'Arno ghiacciato con dei matti che ci pattinano sopra). Continua a venire giù, dicevo, e le temperature sono rigide, non oso immaginare quale sia la minima da queste parti ma in pieno giorno si arrriva a -7°.

Provati dai cambiamenti climatici, dall'agricoltura scellerata, e dal bracconaggio molti uccelli sono arrivati già stremati a questo momento così freddo dell'inverno. Le temperature e la difficoltà di ragiungere il cibo, già scarso, mettono in serio pericolo la sopravvivenza di numerosi individui e si moltiplicano gli appelli a lasciare loro del cibo disponiblie, in particolare grassi e zuccheri fondamentali con queste temperature.

Da alcuni giorni, da quando cioè i miei davanzali sono ricoperti di neve, ho preparato delle tortine nella speranza di aiutare i piccoli pennuti, di solito cinciarelle, che frequentano abitualmente le mie finestre. E' comparso di recente anche un pettirosso, segno che la difficoltà di alimentarsi è ormai grande infatti, diversamente dai passeri e dalle cincie che sono soliti approfittare del cibo offerto dagli umani, i pettirossi sono più schivi verso la nostra specie e tipicamente compaiono in prossimità di case e davanzali quando le condizioni sono particolarmente avverse, come con la neve alta.

Dopo estenuanti appostamenti con la fotocamera pronta, sono finalmente riuscita a immortalare i miei piccoli amici mentre facevano incetta di tortine, non è stato facile ma del resto, la prima qualità che un fotografo naturalista deve possedere è una grande pazienza. Sono felicissima del mio album con gli uccellini ed è stata dura dover scegliere solo due foto esemplificative da postare.



Pettirosso accanto alla vaschetta sul davanzale che mi guarda.



Cinciarella che per beccare è entrata direttamente nella vaschetta della tortina.





Ma ecco la mia ricetta delle tortine.


INGREDIENTI:

- un panetto di margarina da 250gr
- farina
- farina di mais
- zucchero
- riso (normale o soffiato)
- uvetta

Sciogliere la margarina in una ciotola capiente e aggiungere le farine e lo zucchero fino a ottenere un impasto morbido ma già modellabile con le mani. Aggiungere due grosse manciate di riso e di uvetta e impastare tutto con le mani. Se si hanno in casa si possono aggiungere: frutta fresca o secca tagliata  a cubetti e semi.Con l'impasto ottenuto si possono fare delle palline da lasciare in punti strategici (lontano da cani e gatti altrimenti se le pappano, quindi meglio in alto). Io ne  ho preso un po' e l'ho messo in una vaschetta di quelle in cui si comprano i vegetali al supermercato.
Vi garantisco che gradiscono molto!

venerdì 3 febbraio 2012

Panorami innevati

Questa mattina ha smesso di nevicare e ne ho approfittato per fotografare il panorama.




giovedì 2 febbraio 2012

Neve in collina per la Candelora

La qualità non è delle migliori perchè ho scattato con la tormenta in atto, ma che meraviglia!